Differenze tra le versioni di "Numularium"

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Le '''foglie''' sono sessili e alterne, dall'aspetto coriaceo e dalla forma ellittica o più lanceolata, a seconda degli individui; sulla pagina inferiore mostrano una fitta peluria biancastra. Alla base delle foglie, dove queste si inseriscono sul ramo, si notano delle "alucce", che paiono delle foglioline poco sviluppate: le ''stipole''. Sicuramente le stipole svolgono un ruolo chiave nella protezione della foglia nei primi stadi del suo sviluppo; probabilmente in questo caso hanno anche funzione fotosintetizzante.
 
Le '''foglie''' sono sessili e alterne, dall'aspetto coriaceo e dalla forma ellittica o più lanceolata, a seconda degli individui; sulla pagina inferiore mostrano una fitta peluria biancastra. Alla base delle foglie, dove queste si inseriscono sul ramo, si notano delle "alucce", che paiono delle foglioline poco sviluppate: le ''stipole''. Sicuramente le stipole svolgono un ruolo chiave nella protezione della foglia nei primi stadi del suo sviluppo; probabilmente in questo caso hanno anche funzione fotosintetizzante.
  
I '''fiori''' crescono in gruppetti di 4 o 5, l' uno sotto l'altro, nella parte sommitale dello stelo; hanno un diametro variabile tra i 2 e i 3 cm, e hanno, in genere, una tinta uniforme: possono assumere varie sfumature di giallo, schiarendosi in alcuni casi fino al bianco. Ciò nonostante, alcune varietà di ''Heliantemum nummularium'' presentano macchioline arancioni alla base di ciascun petalo; altre ancora, grazie agli incroci, manifestano colori ancora più vari (inutile dire che, in questo caso, si tratta di cultivar).  
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I '''fiori''' crescono in gruppetti di 4 o 5, l' uno sotto l'altro, nella parte sommitale dello stelo; hanno un diametro variabile tra i 2 e i 3 cm, e hanno, in genere, una tinta uniforme: possono assumere varie sfumature di giallo, schiarendosi in alcuni casi fino al bianco. Ciò nonostante, alcune varietà di ''Helianthemum nummularium'' presentano macchioline arancioni alla base di ciascun petalo; altre ancora, grazie agli incroci, manifestano colori ancora più vari (inutile dire che, in questo caso, si tratta di cultivar).  
 
La corolla è composta da 5 petali, che sono così delicati da cader quasi subito dopo essere stati colti; sono a forma di cuore e colpiscono per il loro aspetto "stroppicciato", caratteristica che ben si armonizza con la loro "fragilità". Lo stilo (la parte femminile), che si erge al centro della corolla, è circondato da una decina di stami: osservando il fiore da vicino si notano subito le numerose antere gialle che "affollano" il cuore del fiore. Un piccolo calice peloso sorregge la delicata struttura: i sepali più esterni sono molto più piccoli rispetto a quelli interni, che arrivano a misurare fino a 1 cm. Nonostante tanta bellezza, i fiori sono in realtà privi di odore.
 
La corolla è composta da 5 petali, che sono così delicati da cader quasi subito dopo essere stati colti; sono a forma di cuore e colpiscono per il loro aspetto "stroppicciato", caratteristica che ben si armonizza con la loro "fragilità". Lo stilo (la parte femminile), che si erge al centro della corolla, è circondato da una decina di stami: osservando il fiore da vicino si notano subito le numerose antere gialle che "affollano" il cuore del fiore. Un piccolo calice peloso sorregge la delicata struttura: i sepali più esterni sono molto più piccoli rispetto a quelli interni, che arrivano a misurare fino a 1 cm. Nonostante tanta bellezza, i fiori sono in realtà privi di odore.
  
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L' ''Heliantemum nummularium'' vive in pascoli soleggiati e asciutti, principalmente su terreni calcarei-silicei; si trova sugli Appennini e in parte della Francia.
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L' ''Helianthemum nummularium'' vive in pascoli soleggiati e asciutti, principalmente su terreni calcarei-silicei; si trova sugli Appennini e in parte della Francia.
  
 
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''Heliantemum'' (''Helios'' + ''anthos'') significa, letteralmente, "fiore del sole", definizione che ben si accorda con l'aspetto solare di questa pianticella: questo termine è legato sia alla breve durata dell'infiorescenza (un solo giorno!), che all'abitudine dei fiori di aprirsi solamente se illuminati dai teneri raggi del sole.
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''Helianthemum'' (''Helios'' + ''anthos'') significa, letteralmente, "fiore del sole", definizione che ben si accorda con l'aspetto solare di questa pianticella: questo termine è legato sia alla breve durata dell'infiorescenza (un solo giorno!), che all'abitudine dei fiori di aprirsi solamente se illuminati dai teneri raggi del sole.
  
 
Una piccola curiosità: l'eliantemo, come molte altre specie vegetali, nel corso all'evoluzione ha sviluppato due strumenti differenti per diffondere il proprio polline. Il primo sfrutta il  
 
Una piccola curiosità: l'eliantemo, come molte altre specie vegetali, nel corso all'evoluzione ha sviluppato due strumenti differenti per diffondere il proprio polline. Il primo sfrutta il  
volo degli insetti, che, passando da un fiore all' altro, si "sporcano" con il polline, trasportandolo così anche per distanze considerevoli: se, in queste continue peregrinazioni, i grani cadono ''proprio'' sugli stili del nuovo fiore ospite, l'impollinazione incrociata sarà garantita. Questo è sicuramente un vantaggio per la pianta: così come accade per gli uomini, anche nel regno vegetale si preferisce evitare il "matrimonio tra cugini", avvenimento che in genere diminuisce la ''qualità'' della specie. In casi disperati, tuttavia, l'''Heliantemum'' si accontenta anche dell'autoimpollinazione: questo accade spesso se gli insetti non sono sufficienti, quando il tempo è piovoso o di notte. In questi casi la pianta si limita semplicemente a chiudere i petali, spingendo così gli stami coperti di polline sul proprio stilo.
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volo degli insetti, che, passando da un fiore all' altro, si "sporcano" con il polline, trasportandolo così anche per distanze considerevoli: se, in queste continue peregrinazioni, i grani cadono ''proprio'' sugli stili del nuovo fiore ospite, l'impollinazione incrociata sarà garantita. Questo è sicuramente un vantaggio per la pianta: così come accade per gli uomini, anche nel regno vegetale si preferisce evitare il "matrimonio tra cugini", avvenimento che in genere diminuisce la ''qualità'' della specie. In casi disperati, tuttavia, l'''Helianthemum'' si accontenta anche dell'autoimpollinazione: questo accade spesso se gli insetti non sono sufficienti, quando il tempo è piovoso o di notte. In questi casi la pianta si limita semplicemente a chiudere i petali, spingendo così gli stami coperti di polline sul proprio stilo.
  
 
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Image: Heliantemum.jpg

Versione delle 21:23, 29 set 2012

Helianthemum nummularium


Classificazione scientifica
Dominio: eucariota
Regno: Plantae
Divisione: Magnoliophyta
Classe: Magnoliopsida
Ordine: Violales
Famiglia: Cistaceae
Genere: Helianthemum
Specie: nummularium
Nomenclatura binomiale
Helianthemum nummularium
Nomi comuni

Eliantemo Maggiore


Helianthemum nummularium

Come si presenta

E' un arbusto nano, perenne e peloso, con un' altezza variabile dai 5 ai 50 cm.

Sottoterra si nasconde un fittone affusolato, da cui si dipartono le radici secondarie della pianta. I rami che, nel loro complesso, formano il fusto nascono da una base legnosa; hanno un portamento cespuglioso e strisciante, tanto che, trovandosi così vicino al terreno, spesso radicano, dando così vita a nuovi individui. I rami hanno, nel loro complesso, un andamento "ascendente": di conseguenza anche se alla base preferiscono rasentare il terreno, verso l'apice si "rialzano" verso il cielo, per permetterci di ammirare i boccioli dorati che sorreggono.

Le foglie sono sessili e alterne, dall'aspetto coriaceo e dalla forma ellittica o più lanceolata, a seconda degli individui; sulla pagina inferiore mostrano una fitta peluria biancastra. Alla base delle foglie, dove queste si inseriscono sul ramo, si notano delle "alucce", che paiono delle foglioline poco sviluppate: le stipole. Sicuramente le stipole svolgono un ruolo chiave nella protezione della foglia nei primi stadi del suo sviluppo; probabilmente in questo caso hanno anche funzione fotosintetizzante.

I fiori crescono in gruppetti di 4 o 5, l' uno sotto l'altro, nella parte sommitale dello stelo; hanno un diametro variabile tra i 2 e i 3 cm, e hanno, in genere, una tinta uniforme: possono assumere varie sfumature di giallo, schiarendosi in alcuni casi fino al bianco. Ciò nonostante, alcune varietà di Helianthemum nummularium presentano macchioline arancioni alla base di ciascun petalo; altre ancora, grazie agli incroci, manifestano colori ancora più vari (inutile dire che, in questo caso, si tratta di cultivar). La corolla è composta da 5 petali, che sono così delicati da cader quasi subito dopo essere stati colti; sono a forma di cuore e colpiscono per il loro aspetto "stroppicciato", caratteristica che ben si armonizza con la loro "fragilità". Lo stilo (la parte femminile), che si erge al centro della corolla, è circondato da una decina di stami: osservando il fiore da vicino si notano subito le numerose antere gialle che "affollano" il cuore del fiore. Un piccolo calice peloso sorregge la delicata struttura: i sepali più esterni sono molto più piccoli rispetto a quelli interni, che arrivano a misurare fino a 1 cm. Nonostante tanta bellezza, i fiori sono in realtà privi di odore.

I frutti sono capsule a tre valve e contengono molti semi. Sono circondati da un calice peloso (lo stesso calice che sorreggeva, poche settimane prima, il fiore) che circonda la capsula globulosa, di colore marrone. La lunghezza della capsula varia dai 6 ai 9 mm.

Habitat

L' Helianthemum nummularium vive in pascoli soleggiati e asciutti, principalmente su terreni calcarei-silicei; si trova sugli Appennini e in parte della Francia.

Fioritura

La fioritura è a cavallo tra la primavera e l' estate, nel periodo che va da Maggio ad Agosto.

Particolarità e curiosità

Avvertenza
Caduceo.png Le informazioni qui riportate non costituiscono nè provengono da prescrizione o da consiglio medico.

Helianthemum (Helios + anthos) significa, letteralmente, "fiore del sole", definizione che ben si accorda con l'aspetto solare di questa pianticella: questo termine è legato sia alla breve durata dell'infiorescenza (un solo giorno!), che all'abitudine dei fiori di aprirsi solamente se illuminati dai teneri raggi del sole.

Una piccola curiosità: l'eliantemo, come molte altre specie vegetali, nel corso all'evoluzione ha sviluppato due strumenti differenti per diffondere il proprio polline. Il primo sfrutta il volo degli insetti, che, passando da un fiore all' altro, si "sporcano" con il polline, trasportandolo così anche per distanze considerevoli: se, in queste continue peregrinazioni, i grani cadono proprio sugli stili del nuovo fiore ospite, l'impollinazione incrociata sarà garantita. Questo è sicuramente un vantaggio per la pianta: così come accade per gli uomini, anche nel regno vegetale si preferisce evitare il "matrimonio tra cugini", avvenimento che in genere diminuisce la qualità della specie. In casi disperati, tuttavia, l'Helianthemum si accontenta anche dell'autoimpollinazione: questo accade spesso se gli insetti non sono sufficienti, quando il tempo è piovoso o di notte. In questi casi la pianta si limita semplicemente a chiudere i petali, spingendo così gli stami coperti di polline sul proprio stilo.

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