Differenze tra le versioni di "Githago"

Da WikiBotanica.
(Immagini)
 
(7 versioni intermedie di 4 utenti non mostrate)
Riga 4: Riga 4:
 
|nome=Gittaione
 
|nome=Gittaione
 
|immagine=[[Immagine:agrostemma_disegno.jpg|160px]]
 
|immagine=[[Immagine:agrostemma_disegno.jpg|160px]]
|didascalia=Fiori di Narciso
+
|didascalia=
 
<!-- CLASSIFICAZIONE: -->
 
<!-- CLASSIFICAZIONE: -->
 
|dominio=eucariota
 
|dominio=eucariota
Riga 11: Riga 11:
 
<!-- PER LE PIANTE: -->
 
<!-- PER LE PIANTE: -->
 
|superdivisione=
 
|superdivisione=
|divisione=[[Magnoliophyta]]
+
|divisione=Magnoliophyta
 
|sottodivisione=
 
|sottodivisione=
  
 
<!-- PER TUTTI: -->
 
<!-- PER TUTTI: -->
 
|superclasse=
 
|superclasse=
|classe=[[magnoliopsida]]
+
|classe=Magnoliopsida
 
|sottoclasse=
 
|sottoclasse=
 
|infraclasse=
 
|infraclasse=
Riga 57: Riga 57:
 
[[file:Agrostemma.png|thumb|left|Morfologia del fiore (clicca per ingrandire)|300px]]
 
[[file:Agrostemma.png|thumb|left|Morfologia del fiore (clicca per ingrandire)|300px]]
  
Il '''fusto''' è eretto, semplice, o talvolta ramificato, e si sviluppa spesso anche fino a un metro di altezza: quando questo accade è molto probabile che la pianticella assuma un portamento "prostrato", e che i fusti non rimangano più eretti, ma rasenti al terreno. Si nota subito che lo stelo, insieme alle foglie, è rivestito da una caratteristica peluria biancastra. Le '''foglie''' sono opposte e sprovviste di picciolo, strette e lanceolate, e misurano complessivamente tra 5 e 8 cm; sono percorse da una robusta nervatura centrale, e si presentano di color verde azzurrognolo.
+
Il [[Strutture vegetali#F|'''fusto''']] è eretto, semplice, o talvolta ramificato, e si sviluppa spesso anche fino a un metro di altezza: quando questo accade è molto probabile che la pianticella assuma un portamento "prostrato" e che i fusti non rimangano più eretti, ma rasenti al terreno. Si nota subito che lo stelo, insieme alle foglie, è rivestito da una caratteristica peluria biancastra. Le '''foglie''' sono opposte e sprovviste di [[Strutture vegetali#P|picciolo]], strette e lanceolate, e misurano complessivamente tra 5 e 8 cm; sono percorse da una robusta nervatura centrale e si presentano di color verde azzurrognolo.
  
I '''fiori''' crescono all'apice di ciascun fusto, sorretti da un calice dalle lacinie lunghe e affusolate: queste sono decisamente più lunghe della stessa corolla, tanto che, in piena fioritura, pare quasi che fungano da cornice al nuovo bocciolo. La corolla fiorale è composta da 5 petali disposti a spirale, la cui tinta sfuma dal bianco al purpureo, approssimandosi al bordo esterno del petalo; in alcuni fiori pare quasi di scorgere dei puntini viola disposti a raggiera in prossimità del centro. Si possono scorgere molto chiaramente i 5 stili, pelosi alla base, alternati agli stami, composti a loro volta dal filamento e dall'antera bianchi.
+
I '''fiori''' crescono all'apice di ciascun fusto, sorretti da un [[Strutture vegetali#C|calice]] dalle lacinie lunghe e affusolate: queste sono decisamente più lunghe della stessa [[Strutture vegetali#C|corolla]], tanto che, in piena fioritura, pare quasi che fungano da cornice al nuovo [[Strutture vegetali#B|bocciolo]]. La corolla fiorale è composta da 5 [[Strutture vegetali#P|petali]] disposti a spirale, la cui tinta sfuma dal bianco al purpureo, approssimandosi al bordo esterno del petalo; in alcuni fiori pare quasi di scorgere dei puntini viola disposti a raggiera in prossimità del centro. Si possono scorgere molto chiaramente i 5 [[Strutture vegetali#S|stili]], pelosi alla base, alternati agli [[Strutture vegetali#S|stami]], composti a loro volta dal [[Strutture vegetali#F|filamento]] e dall'[[Strutture vegetali#A|antera]] bianchi.
  
 
Al termine della fioritura, alla corolla si sostituisce un '''frutto''' oblungo, contenente semi scuri, grandi e bitorzoluti.
 
Al termine della fioritura, alla corolla si sostituisce un '''frutto''' oblungo, contenente semi scuri, grandi e bitorzoluti.
Riga 74: Riga 74:
 
Il nome della famiglia, ''Agrostemma'', deriva dal greco ''agros'' e ''stemma'', espressione che significa "corona dei campi"; l'origine del termine ''githago'', invece, è tuttora incerta: alcuni ritengono  che derivi da ''git'', antico nome del coriandolo nero, che ha semi molto simili a quelli del gittaione; altri, invece, fanno risalire questo termine all'arabo ''gith'', il cui significato è tutt'ora incerto.
 
Il nome della famiglia, ''Agrostemma'', deriva dal greco ''agros'' e ''stemma'', espressione che significa "corona dei campi"; l'origine del termine ''githago'', invece, è tuttora incerta: alcuni ritengono  che derivi da ''git'', antico nome del coriandolo nero, che ha semi molto simili a quelli del gittaione; altri, invece, fanno risalire questo termine all'arabo ''gith'', il cui significato è tutt'ora incerto.
  
Questa pianta è originaria dell'Iran e dell'Arabia, e già in epoca preistorica, con la diffusione dei cereali provenienti da quelle zone, approdò nel nostro continente: oggi si trova in Europa, Asia occidentale, Africa settentrionale e Nord America. Siccome è molto infestante già in passato veniva considerata una ''malerba''; oggi, tuttavia, l'eccessivo utilizzo di diserbanti e prodotti chimici sui campi ne ha ridotto esponenzialmente la presenza rendendola ormai molto rara.
+
Questa pianta è originaria dell'Iran e dell'Arabia e già in epoca preistorica, con la diffusione dei cereali provenienti da quelle zone, approdò nel nostro continente: oggi si trova in Europa, Asia occidentale, Africa settentrionale e Nord America. Siccome è molto infestante già in passato veniva considerata una ''malerba''; oggi, tuttavia, l'eccessivo utilizzo di diserbanti e prodotti chimici sui campi ne ha ridotto esponenzialmente la presenza rendendola ormai molto rara.
 
Bisogna comunque dire che la sua pessima fama era ben giustificata: i semi di questa pianta sono infatti molto velenosi e spesso, finendo accidentalmente con i semi di grano, venivano macinati e utilizzati per la panificazione, andando così a mettere in ginocchio interi villaggi. Oggi sappiamo che la tossicità dei semi di questa infestante è dovuta a un glucoside saponinico, la ''agrostemina'', che, se ingerita, può causare nausea, coliche, diarrea, vertigini, delirio e convulsioni. E' velenosa anche per equini e bovini, se ingerita in grandi quantità, anche se sembra che i polli ne siano immuni.
 
Bisogna comunque dire che la sua pessima fama era ben giustificata: i semi di questa pianta sono infatti molto velenosi e spesso, finendo accidentalmente con i semi di grano, venivano macinati e utilizzati per la panificazione, andando così a mettere in ginocchio interi villaggi. Oggi sappiamo che la tossicità dei semi di questa infestante è dovuta a un glucoside saponinico, la ''agrostemina'', che, se ingerita, può causare nausea, coliche, diarrea, vertigini, delirio e convulsioni. E' velenosa anche per equini e bovini, se ingerita in grandi quantità, anche se sembra che i polli ne siano immuni.
  
Riga 104: Riga 104:
  
 
<center>
 
<center>
<gallery caption="Particolari semi" widths="130px" heights="100px" perrow="2" align=center style= "color: darkslategray;background:#d1b690;font-family:garamond;font-size:1.2em;font-weight: normal;text-align:left;font-style: italic;letter-spacing: 1px;border:10px double lightgray;  border-top-right-radius:.8em; border-top-left-radius:.8em; border-bottom-left-radius:.8em; border-bottom-right-radius:.8em; cellspacing= 30px;padding: 20px 20px 30px 20px;">
+
<gallery caption="Particolari semi" widths="130px" heights="100px" perrow="3" align=center style= "color: darkslategray;background:#d1b690;font-family:garamond;font-size:1.2em;font-weight: normal;text-align:left;font-style: italic;letter-spacing: 1px;border:10px double lightgray;  border-top-right-radius:.8em; border-top-left-radius:.8em; border-bottom-left-radius:.8em; border-bottom-right-radius:.8em; cellspacing= 30px;padding: 20px 20px 30px 20px;">
  
 
image:Agrostemma githago seme4.jpg  
 
image:Agrostemma githago seme4.jpg  
 
image:Agrostemma githago seme1.jpg  
 
image:Agrostemma githago seme1.jpg  
 
+
image:Agrostemma githago.jpg
 
</gallery>
 
</gallery>
  

Versione attuale delle 11:40, 28 apr 2013

Gittaione
Agrostemma disegno.jpg
Classificazione scientifica
Dominio: eucariota
Regno: Plantae
Divisione: Magnoliophyta
Classe: Magnoliopsida
Ordine: Caryophyllales
Famiglia: Caryophyllaceae
Genere: Agrostemma
Specie: githago
Nomenclatura binomiale
Agrostemma githago
L.
Nomi comuni

Gittaione

Proprietà Farmacologiche

velenoso


Agrostemma githago (L.)

Come si presenta

L' Agrostemma githago è una pianta erbacea annuale, che si riconosce facilmente dal portamento elegante e dai fiori purpurei.

Morfologia del fiore (clicca per ingrandire)

Il fusto è eretto, semplice, o talvolta ramificato, e si sviluppa spesso anche fino a un metro di altezza: quando questo accade è molto probabile che la pianticella assuma un portamento "prostrato" e che i fusti non rimangano più eretti, ma rasenti al terreno. Si nota subito che lo stelo, insieme alle foglie, è rivestito da una caratteristica peluria biancastra. Le foglie sono opposte e sprovviste di picciolo, strette e lanceolate, e misurano complessivamente tra 5 e 8 cm; sono percorse da una robusta nervatura centrale e si presentano di color verde azzurrognolo.

I fiori crescono all'apice di ciascun fusto, sorretti da un calice dalle lacinie lunghe e affusolate: queste sono decisamente più lunghe della stessa corolla, tanto che, in piena fioritura, pare quasi che fungano da cornice al nuovo bocciolo. La corolla fiorale è composta da 5 petali disposti a spirale, la cui tinta sfuma dal bianco al purpureo, approssimandosi al bordo esterno del petalo; in alcuni fiori pare quasi di scorgere dei puntini viola disposti a raggiera in prossimità del centro. Si possono scorgere molto chiaramente i 5 stili, pelosi alla base, alternati agli stami, composti a loro volta dal filamento e dall'antera bianchi.

Al termine della fioritura, alla corolla si sostituisce un frutto oblungo, contenente semi scuri, grandi e bitorzoluti.

Habitat

Questa pianta fin dall'antichità ha avuto una grande diffusione, attraverso le coltivazioni nei campi di grano. Oggigiorno la si trova anche nei luoghi sassosi e nei prati, ad un'altezza compresa tra il piano e circa 1200 metri d'altezza.

Fioritura

Da maggio a giugno

Particolarità e curiosità


Avvertenza
Caduceo.png Le informazioni qui riportate non costituiscono nè provengono da prescrizione o da consiglio medico.

Il nome della famiglia, Agrostemma, deriva dal greco agros e stemma, espressione che significa "corona dei campi"; l'origine del termine githago, invece, è tuttora incerta: alcuni ritengono che derivi da git, antico nome del coriandolo nero, che ha semi molto simili a quelli del gittaione; altri, invece, fanno risalire questo termine all'arabo gith, il cui significato è tutt'ora incerto.

Questa pianta è originaria dell'Iran e dell'Arabia e già in epoca preistorica, con la diffusione dei cereali provenienti da quelle zone, approdò nel nostro continente: oggi si trova in Europa, Asia occidentale, Africa settentrionale e Nord America. Siccome è molto infestante già in passato veniva considerata una malerba; oggi, tuttavia, l'eccessivo utilizzo di diserbanti e prodotti chimici sui campi ne ha ridotto esponenzialmente la presenza rendendola ormai molto rara. Bisogna comunque dire che la sua pessima fama era ben giustificata: i semi di questa pianta sono infatti molto velenosi e spesso, finendo accidentalmente con i semi di grano, venivano macinati e utilizzati per la panificazione, andando così a mettere in ginocchio interi villaggi. Oggi sappiamo che la tossicità dei semi di questa infestante è dovuta a un glucoside saponinico, la agrostemina, che, se ingerita, può causare nausea, coliche, diarrea, vertigini, delirio e convulsioni. E' velenosa anche per equini e bovini, se ingerita in grandi quantità, anche se sembra che i polli ne siano immuni.

L' Agrostemma githago viene anche usata a scopo medicinale per trattare paralisi e gastriti; ha anche effetti diuretici e espettoranti.

Immagini


Link

Per approfondire vi consigliamo di leggere la nostra Bibliografia

Torna alla famiglia Caryophyllaceae oppure torna all'elenco delle famiglie