Differenze tra le versioni di "Ferrugineum"

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===Particolarità e curiosità===
 
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Versione delle 23:46, 21 apr 2012

Rododendro ferrugineo
Ferrugineum disegno.jpeg
Classificazione scientifica
Dominio: eucariota
Regno: Plantae
Divisione: Magnoliophyta
Classe: Liliopsida
Ordine: Rosales
Famiglia: Ericacee
Genere: Rhododendron
Specie: ferrugineum
Nomenclatura binomiale
Rhododendron ferrugineum
L., L.
Nomi comuni

Rododendro ferrugineo


Rhododendron ferrugineum (L.)

Come si presenta

Il R. ferrugineum è un arbusto sempreverde dai rami legnosi e molto intricati che può raggiungere anche il metro in altezza.

Le foglie coriacee sono caratterizzate dal possedere pagine inferiori intensamente pigmentate di rosso ruggine. Sono raggruppate lungo i numeriosi fusti in gruppi disposti similmente ad una rosetta. Esse sono lunghe dai 3 ai 5 cm e superiormente presentano una bella colorazione verde scuro.

I fiori caliciformi, anch'essi organizzati in folti gruppi, si trovano alle estremità dei rami e presentano un brillante colore rosa vivo o, molto raramente, bianco. Dalla impollinazione dei suddetti viene a formarsi sulla pianta un frutto capsulare contenente moltissimi semi di dimensioni assai ridotte. Essi, una volta raggiunto il suolo, germinano dopo molti anni e, una volta germinati, ne impiegano altrettanti prima che la nuova pianta sia pronta per fiorire a sua volta e produrre nuovi semi. Un ciclo riproduttivo così lungo spiega la ridotta diffusione del R. ferrugineum, nonostante non sia raro poterne apprezzare vaste distese.

Habitat

Può arrivare anche oltre i 2000 m, tuttavia lo si può trovare anche a quote inferiori. Predilige suoli a pH acido o, al più, neutro e non accessive quantità di acqua.

Fioritura

Da giugno a luglio.

Particolarità e curiosità

Avvertenza
Caduceo.png Le informazioni qui riportate non costituiscono nè provengono da prescrizione o da consiglio medico.

Il nome deriva dalle parole greche ῥόδον (rhodon, rosa) e δένδρον (dendron, albero)

nonostante l'avversione degli alpigiani che lo sanno velenoso specialmente per le pecore e per le capre, perché ne è difficlie l'estirpazione e perché ritengono che impoverisca il suolo, sottraendolo a piante di maggiore utilità. Alla stato secco la pianta perde le sue caratteristiche di tossicità e con prudenza può essere utilizzata per usi medicinali. Dalle grosse galle che forma sulle sue foglie un fungo parassita (Exobasidium rhododendri), in lunga macerazione con olio, si ottiene il cosidetto "olio di marmotta" ritenuto assai efficace contro i dolori reumatici. Le foglie secche sono sudorifere, diuretiche, depurative e antireumatiche, usate però in grande quantità possono provocare disturbi indesiderati. Per la loro bellezza i fiori vengono spesso raccolti in massa danneggiando le piante e compromettendone la riproduzione dato che i semi sono lentissimi a germinare e le nuove piante impiegano 8-10 anni per giungere a fioritura.

Immagini

Link

Per approfondire vi consigliamo di leggere la nostra Bibliografia

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