Differenze tra le versioni di "Comosa"

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(Physoplexis comosa (L.))
(Come si presenta)
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L'unica parte ben visibile sono le '''foglie''', una piccola macchia verde glauco sulle rocce chiare. Se ne riconoscono due tipologie: quelle basali, ovate, talvolta reniformi, e provviste di un lungo picciolo flessuoso, dai margini grossolanamente seghettati; quelle caulinari, disposte sul fusto pendente e violaceo, di forma lanceolata e anch'esse seghettate. Vicino al capolino quest'ultime risultano di forma più ellittica, e sono disposte come ad "abbracciare" l'infiorescenza.
 
L'unica parte ben visibile sono le '''foglie''', una piccola macchia verde glauco sulle rocce chiare. Se ne riconoscono due tipologie: quelle basali, ovate, talvolta reniformi, e provviste di un lungo picciolo flessuoso, dai margini grossolanamente seghettati; quelle caulinari, disposte sul fusto pendente e violaceo, di forma lanceolata e anch'esse seghettate. Vicino al capolino quest'ultime risultano di forma più ellittica, e sono disposte come ad "abbracciare" l'infiorescenza.
  
Il capolino, globoso, è la parte più sorprendente di questa specie: ha un diametro che si aggira tra 4 i e i 7 cm de è formato da una ventina di '''fiori''' dalla corolla curva, simile a un artiglio. Preso singolarmente ogni fiore ha un calice conico, che appena si intravvede vicino al fusto, circondato da lacinie lineari, molto sottili e talvolta ripiegate; la corolla è, come già detto, incurvata, gonfia e chiara alla base, che va via via assottigliandosi e scurendosi avvicinandosi all'apice: tanto che, all'apice, i petali risultano proprio saldati assieme. Quando è in procinto di fiorire, dall'apice del fiore inizia a protendersi un piccolo filamento, sottile e violetto, che in piena fioritura si  
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Il capolino, globoso, è la parte più sorprendente di questa specie: ha un diametro che si aggira tra 4 i e i 7 cm ed è formato da una ventina di '''fiori''' dalla corolla curva, simile a un artiglio (non a caso il nome volgare inglese è ''Devil's claw'', artiglio del diavolo). Preso singolarmente ogni fiore ha un calice conico, che appena si intravvede vicino al fusto, circondato da lacinie lineari, molto sottili e talvolta ripiegate; la corolla è, come già detto, incurvata, gonfia e chiara alla base, che va via via assottigliandosi e scurendosi avvicinandosi verso la punta: tanto che, all'apice, i petali risultano proprio saldati assieme. Quando è in procinto di fiorire, dall'apice del fiore inizia a protendersi un piccolo filamento, sottile e violetto (lo stilo), che in piena fioritura si "apre", creando due curiose spirali.
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===Habitat===
 
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Versione delle 19:27, 4 ago 2012

Raponzolo delle rocce
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Classificazione scientifica
Dominio: eucariota
Regno: Plantae
Divisione: Magnoliophyta
Classe: Liliopsida
Ordine: Campanulaes
Famiglia: Campanulaceae
Genere: Physoplexis
Specie: comosa
Nomenclatura binomiale
Physoplexis comosa
L.
Nomi comuni

Raponzolo delle rocce


Physoplexis comosa (L.)

Come si presenta

La Physoplexis comosa è una pianticella perenne, che stupisce per i suoi fiori caratteristici, dai colori sgargianti e dalle forme uniche.

Può essere alta dagli 8 ai 20 cm e presenta un rizoma carnoso, spesso violaceo, che potrebbe, a prima vista, assomigliare a una rapa: è proprio da questo che deriva il nome volgare della pianta, Raponzolo chiomato. In realtà è molto difficile riuscire a vedere la radice senza causare danni a questo piccolo organismo, dal momento che la pianticella vive generalmente nelle fessure verticali delle pareti rocciose, nascosta da sguardi indiscreti.

L'unica parte ben visibile sono le foglie, una piccola macchia verde glauco sulle rocce chiare. Se ne riconoscono due tipologie: quelle basali, ovate, talvolta reniformi, e provviste di un lungo picciolo flessuoso, dai margini grossolanamente seghettati; quelle caulinari, disposte sul fusto pendente e violaceo, di forma lanceolata e anch'esse seghettate. Vicino al capolino quest'ultime risultano di forma più ellittica, e sono disposte come ad "abbracciare" l'infiorescenza.

Il capolino, globoso, è la parte più sorprendente di questa specie: ha un diametro che si aggira tra 4 i e i 7 cm ed è formato da una ventina di fiori dalla corolla curva, simile a un artiglio (non a caso il nome volgare inglese è Devil's claw, artiglio del diavolo). Preso singolarmente ogni fiore ha un calice conico, che appena si intravvede vicino al fusto, circondato da lacinie lineari, molto sottili e talvolta ripiegate; la corolla è, come già detto, incurvata, gonfia e chiara alla base, che va via via assottigliandosi e scurendosi avvicinandosi verso la punta: tanto che, all'apice, i petali risultano proprio saldati assieme. Quando è in procinto di fiorire, dall'apice del fiore inizia a protendersi un piccolo filamento, sottile e violetto (lo stilo), che in piena fioritura si "apre", creando due curiose spirali.

Habitat

Questa specie si trova in Lombardia, Trentino, Veneto e Friuli, è considerata rara ed è una specie protetta.

Cresce nelle fessure delle rupi verticali calcaree o dolomitiche, in zone umide e ombrose.

Si può trovare dai 200 ai 2000 metri sul livello del mare.

Fioritura

Da Luglio ad Agosto.


Particolarità e curiosità

Avvertenza
Caduceo.png Le informazioni qui riportate non costituiscono nè provengono da prescrizione o da consiglio medico.

Il nome del genere deriva dal greco physa (bolla, vescica) e dal latino plexis (intrecciato) ed è un probabile riferimento alla forma del fiore. Il nome specifico viene dal latino coma (chioma), perché l'infiorescenza ha un aspetto chiomoso.

Immagini

Link

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