Differenze tra le versioni di "Comosa"

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La ''Physoplexis comosa'' è una pianticella perenne, che stupisce per i suoi fiori caratteristici, dai colori sgargianti e dalle forme uniche.  
 
La ''Physoplexis comosa'' è una pianticella perenne, che stupisce per i suoi fiori caratteristici, dai colori sgargianti e dalle forme uniche.  
  
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Il capolino, globoso, è la parte più sorprendente di questa specie: ha un diametro che si aggira tra 4 i e i 7 cm ed è formato da una ventina di '''fiori''' dalla [[Strutture vegetali#C|corolla]] curva, simile a un artiglio (non a caso il nome volgare inglese è ''Devil's claw'', artiglio del diavolo). Considerato singolarmente ogni fiore ha un [[Strutture vegetali#C|calice]] conico, che appena si intravvede vicino al fusto, circondato da lacinie lineari, molto sottili e talvolta ripiegate; la corolla è, come già detto, incurvata, gonfia e chiara alla base, che va via via assottigliandosi e scurendosi avvicinandosi verso la punta, tanto che, all'apice, i [[Strutture vegetali#P|petali]] risultano proprio saldati assieme. Quando è in procinto di fiorire, in prossimità della parte sommitale della corolla inizia a protendersi un piccolo filamento, sottile e violetto, lo [[Strutture vegetali#S|stilo]], che in piena fioritura si "apre", creando due curiose spirali.
 
 
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La ''Physoplexis comosa'' è una specie rara e protetta, diffusa nelle Alpi Orientali (dalle Carnie alle Grigne) e sulle sponde occidentali del Lago di Como.
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Cresce nelle fessure delle rupi verticali calcaree o dolomitiche, in zone umide e ombrose, dai 300 ai 2000 metri sul livello del mare.
  
Questa specie si trova in Lombardia, Trentino, Veneto e Friuli, è considerata rara ed è una specie protetta.
 
 
Cresce nelle fessure delle rupi verticali calcaree o dolomitiche, in zone umide e ombrose.
 
 
Si può trovare dai 200 ai 2000 metri sul livello del mare.
 
 
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Il nome del genere deriva dal greco ''physa'' (bolla, vescica) e dal latino ''plexis'' (intrecciato) ed è un probabile riferimento alla forma del fiore. Il nome specifico viene dal latino ''coma'' (chioma), perché l'infiorescenza ha un aspetto chiomoso.
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Alcune brevi note etimologiche: il nome del genere, ''Physoplexis'', può essere suddiviso in due parti: ''physa'' (bolla, vescica) o ''physao'' (gonfiare), e ''plecso'' (ritorcere) oppure ''plexis'' (intrecciato), tutti termini derivanti dal greco che fanno chiaramente riferimento alla particolarissima morfologia florale.
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Tra le denominazioni volgari troviamo invece ''Raponzolo chiomato'' o ''Artiglio del diavolo'' (o, in inglese, ''Devil's claw''). Il primo nome deriva sempre da osservazioni di carattere morfologico, sia del rizoma, che, come detto sopra, assomiglia per forma a una rapa, che dell'infiorescenza nella sua globalità, che avrebbe, per l'appunto, un aspetto ''chiomato'' (''coma'', dal latino). Il secondo, invece, fa riferimento alla particolare struttura del calice floreale, ricurvo, come se fosse un artiglio; il riferimento al diavolo, comune nella cultura dei secoli passati, è legato al magico fascino di questa pianta unica, che sembra "stregare" con il suo aspetto all'apparenza innocuo.
  
 
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Versione attuale delle 18:18, 26 ott 2015

Raponzolo delle rocce
Physophlexis comosa2.JPG
Classificazione scientifica
Dominio: eucariota
Regno: Plantae
Divisione: Magnoliophyta
Classe: Magnoliopsida
Ordine: Campanulaes
Famiglia: Campanulaceae
Genere: Physoplexis
Specie: comosa
Nomenclatura binomiale
Physoplexis comosa
L.
Nomi comuni

Raponzolo delle rocce


Physoplexis comosa (L.)

Come si presenta

La Physoplexis comosa è una pianticella perenne, che stupisce per i suoi fiori caratteristici, dai colori sgargianti e dalle forme uniche.

Morfologia del fiore (clicca per ingrandire)

Può essere alta dagli 8 ai 20 cm e presenta un rizoma carnoso, spesso violaceo, che potrebbe, a prima vista, assomigliare a una rapa: è proprio da questo che deriva il nome volgare della pianta, Raponzolo chiomato. In realtà è molto difficile riuscire a vedere la radice senza causare danni a questo piccolo organismo, dal momento che la pianticella vive generalmente nelle fessure verticali delle pareti rocciose, nascosta da sguardi indiscreti.

L'unica parte ben visibile sono le foglie, una piccola macchia verde glauco sulle rocce chiare. Se ne riconoscono due tipologie: quelle basali, ovate, talvolta reniformi, e provviste di un lungo picciolo flessuoso, dai margini grossolanamente seghettati; quelle caulinari, disposte sul fusto pendente e violaceo, di forma lanceolata e anch'esse seghettate. Vicino al capolino quest'ultime risultano di forma più ellittica, e sono disposte come ad "abbracciare" l'infiorescenza.

Il capolino, globoso, è la parte più sorprendente di questa specie: ha un diametro che si aggira tra 4 i e i 7 cm ed è formato da una ventina di fiori dalla corolla curva, simile a un artiglio (non a caso il nome volgare inglese è Devil's claw, artiglio del diavolo). Considerato singolarmente ogni fiore ha un calice conico, che appena si intravvede vicino al fusto, circondato da lacinie lineari, molto sottili e talvolta ripiegate; la corolla è, come già detto, incurvata, gonfia e chiara alla base, che va via via assottigliandosi e scurendosi avvicinandosi verso la punta, tanto che, all'apice, i petali risultano proprio saldati assieme. Quando è in procinto di fiorire, in prossimità della parte sommitale della corolla inizia a protendersi un piccolo filamento, sottile e violetto, lo stilo, che in piena fioritura si "apre", creando due curiose spirali.

Habitat

La Physoplexis comosa è una specie rara e protetta, diffusa nelle Alpi Orientali (dalle Carnie alle Grigne) e sulle sponde occidentali del Lago di Como. Cresce nelle fessure delle rupi verticali calcaree o dolomitiche, in zone umide e ombrose, dai 300 ai 2000 metri sul livello del mare.

Fioritura

Da Luglio ad Agosto.

Particolarità e curiosità

Avvertenza
Caduceo.png Le informazioni qui riportate non costituiscono nè provengono da prescrizione o da consiglio medico.

Alcune brevi note etimologiche: il nome del genere, Physoplexis, può essere suddiviso in due parti: physa (bolla, vescica) o physao (gonfiare), e plecso (ritorcere) oppure plexis (intrecciato), tutti termini derivanti dal greco che fanno chiaramente riferimento alla particolarissima morfologia florale. Tra le denominazioni volgari troviamo invece Raponzolo chiomato o Artiglio del diavolo (o, in inglese, Devil's claw). Il primo nome deriva sempre da osservazioni di carattere morfologico, sia del rizoma, che, come detto sopra, assomiglia per forma a una rapa, che dell'infiorescenza nella sua globalità, che avrebbe, per l'appunto, un aspetto chiomato (coma, dal latino). Il secondo, invece, fa riferimento alla particolare struttura del calice floreale, ricurvo, come se fosse un artiglio; il riferimento al diavolo, comune nella cultura dei secoli passati, è legato al magico fascino di questa pianta unica, che sembra "stregare" con il suo aspetto all'apparenza innocuo.

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